
Luceplan è nata per pensare e produrre strumenti che danno luce agli ambienti e qualità al vivere. Per questo il risparmio energetico è un impegno a 360°, non si può fermare al rapporto illuminazione/energia consumata, deve affrontare la compatibilità ambientale di tutta la nostra attività dalla scelta dei materiali al processo produttivo, dalla durata dei prodotti alla loro manutenzione. Un oggetto per durare deve essere bello e tecnologicamente valido.
Ma un oggetto che dura ha maggiore compatibilità ambientale, resiste alle mode. Prevedere parti di ricambio allunga la vita degli oggetti come prevederne la manutenzione e la pulizia. Progettare oltre la nascita dei prodotti anche l’esaurimento della loro funzione e il loro disassembling; progettarne il riciclo o il riuso, innovare il packaging e non usare vernici e procedimenti inquinanti, significa diminuirne l’impatto sull’ambiente.
Per questo la ricerca è parte integrante della nostra attività:
sul futuro
comprendere come cambiano il consumo e la produzione, come si sviluppano nuove risorse energetiche e nuove forme di ottimizzazione e risparmio, come si affermano nuove forme di distribuzione; come le nuove risposte alla domanda di illuminazione cambierà la "specie-casa" e la "specie-città"; il modo di "stare con la luce".
sul passato
conoscere quello che è stato già fatto per capitalizzare l’esperienza, cogliere le indicazioni che la storia conserva anche in questo caso per risparmiare e ottimizzare con intelligenza, evolvere e innovare.
sul mercato
per verificare come l’intuizione progettuale risponde alle esigenze diffuse tra le persone che possono diventare clienti; comprendere le ragioni che spingono a scegliere il nostro prodotto per verificare se i significati che i clienti gli attribuiscono sono gli stessi del progettista.
sulle necessità umane
per adattare la luce sia alla specializzazione delle capacità umane sia alle nuove esigenze biologiche.
Il comfort, lo stare bene da soli o con gli altri, significa nuovi movimenti e atteggiamenti, nuove abitudini e comportamenti, cioè nuove presenze e nuove distanze di luce. E di ombre.
sul processo produttivo
per realizzare un’organizzazione industriale più moderna, postfordista, che cerca la qualità nella ricomposizione del lavoro e non nella parcellizzazione esasperata.
sulle tecnologie
per innestare le tecnologie maturate in altri settori di produzione adattandole alla specificità della qualità durevole del design.
sui materiali
per usare sempre quelli più adatti a risolvere i problemi legati al prodotto che fa luce: sicurezza, controllo dell'afflusso dell'energia elettrica, controllo del calore, movimenti, attriti, logorio, emissione luminosa, comfort visivo.